
I regni romano-barbarici furono gli Stati fondati dai popoli germanici nei territori dell'Impero romano d'Occidente tra il V e il VI secolo. Si chiamano così perché in essi convivevano i nuovi dominatori "barbari" e la popolazione romana, più numerosa.
Tra i più importanti ci furono il regno dei Visigoti in Spagna, dei Franchi in Gallia, degli Ostrogoti in Italia e dei Vandali in Africa.
1Chi erano i "barbari"

I Greci e i Romani chiamavano "barbari" i popoli che non parlavano la loro lingua. I popoli germanici vivevano oltre il Reno e il Danubio, erano organizzati in tribù guidate da capi guerrieri e da assemblee di uomini liberi. Le loro leggi erano trasmesse oralmente e basate sulla consuetudine.
2Due popoli nello stesso regno

Nei nuovi regni i Germanici erano una minoranza armata che deteneva il potere militare, mentre i Romani continuavano a occuparsi dell'amministrazione e delle attività economiche. Spesso ognuno dei due popoli seguiva le proprie leggi.
Una differenza importante era la religione: molti Germanici erano cristiani ariani, cioè seguivano una dottrina considerata eretica dalla Chiesa di Roma, e questo ostacolava l'unione con i Romani cattolici.
3Teodorico e gli Ostrogoti

In Italia il re ostrogoto Teodorico governò dal 493 al 526 da Ravenna, cercando di far convivere Goti e Romani. Si servì di funzionari romani colti, come Boezio e Cassiodoro, e fece costruire splendidi edifici a Ravenna.
4I Franchi

Il regno più duraturo fu quello dei Franchi. Il loro re Clodoveo, intorno al 500, si convertì al cristianesimo cattolico: questa scelta favorì l'alleanza con la Chiesa e con la popolazione romana e fece dei Franchi il popolo più potente dell'Occidente.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Regni romano-barbarici» di Wikipedia.
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