
La guerra del Peloponneso fu combattuta dal 431 al 404 a.C. tra Atene e Sparta, ciascuna con i propri alleati. Durò quasi trent'anni, coinvolse gran parte del mondo greco e si concluse con la sconfitta di Atene.
Lo storico ateniese Tucidide, che vi partecipò, ne scrisse una storia famosa per la sua attenzione alle vere cause degli avvenimenti.
1Le cause

Secondo Tucidide, la causa profonda fu la paura di Sparta di fronte alla crescente potenza di Atene. Atene dominava il mare con la Lega di Delo; Sparta, potenza di terra, guidava la Lega del Peloponneso. Contrasti tra le città alleate fecero scoppiare il conflitto.
2Le fasi della guerra

Nella prima fase gli Spartani devastarono le campagne dell'Attica, mentre gli Ateniesi si chiudevano dentro le mura e attaccavano con la flotta. Nel 421 a.C. fu firmata la pace di Nicia, che però durò poco.
Nel 415 a.C. Atene organizzò una grande spedizione contro Siracusa, in Sicilia, che finì in un disastro: la flotta e l'esercito ateniese furono distrutti.
3La sconfitta di Atene

Sparta ottenne l'aiuto economico della Persia e costruì una flotta. Nel 405 a.C. vinse la battaglia navale di Egospotami e assediò Atene, che si arrese nel 404 a.C. Atene dovette abbattere le Lunghe Mura, consegnare la flotta e accettare per un breve periodo un governo oligarchico, detto dei Trenta Tiranni.
4Le conseguenze

La guerra indebolì tutte le città greche. Sparta, poi Tebe, cercarono di imporre la loro egemonia, senza riuscirci a lungo. Questo declino favorì l'ascesa di un nuovo regno del nord: la Macedonia di Filippo II.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
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Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Guerra del Peloponneso» di Wikipedia.
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