
Le guerre persiane furono una serie di conflitti combattuti all'inizio del V secolo a.C. tra l'Impero persiano e alcune città greche, guidate da Atene e Sparta. Contro ogni previsione i Greci vinsero, difendendo la loro indipendenza.
I Greci videro in questa vittoria il trionfo della libertà delle poleis contro il potere assoluto del re persiano. Il racconto più importante di queste guerre è quello dello storico Erodoto.
1Le cause

Le città greche della Ionia, sulla costa dell'Asia Minore, erano sotto il dominio persiano. Nel 499 a.C. si ribellarono e Atene inviò navi in loro aiuto. La rivolta fu repressa e il re Dario I decise di punire Atene.
2La prima guerra: Maratona

Nel 490 a.C. un esercito persiano sbarcò nella piana di Maratona, a pochi chilometri da Atene. Gli opliti ateniesi, guidati da Milziade, vinsero una battaglia che sembrava impossibile. Secondo la leggenda un messaggero corse fino ad Atene per annunciare la vittoria: da qui nasce la corsa della maratona.
3La seconda guerra: Termopili e Salamina

Dieci anni dopo, nel 480 a.C., il nuovo re Serse invase la Grecia con un esercito enorme e una grande flotta. Al passo delle Termopili il re spartano Leonida resistette per alcuni giorni con pochi uomini, sacrificando la vita.
I Persiani occuparono e incendiarono Atene, ma la flotta greca, guidata dall'ateniese Temistocle, li sconfisse nello stretto di Salamina. Nel 479 a.C. la vittoria di Platea, per terra, mise fine all'invasione.
4Le conseguenze

La vittoria rafforzò l'orgoglio dei Greci e il prestigio di Atene, che grazie alla flotta divenne la città più potente dell'Egeo e fondò la Lega di Delo. Iniziò così l'età d'oro dell'Atene classica.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Guerre persiane» di Wikipedia.
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