
L'assolutismo è una forma di governo in cui il sovrano detiene tutto il potere, senza limiti da parte di altre istituzioni. Si affermò in Europa tra il XVI e il XVIII secolo; il suo esempio più celebre è la Francia di Luigi XIV.
Il termine deriva dal latino legibus solutus, "sciolto dalle leggi": il re fa le leggi, ma non è obbligato a rispettarle.
1Il re per diritto divino
I teorici dell'assolutismo sostenevano che il potere del re venisse direttamente da Dio: il sovrano doveva rispondere solo a Dio delle sue azioni, e i sudditi gli dovevano obbedienza assoluta. Il vescovo francese Bossuet fu uno dei principali sostenitori di questa idea.
Il filosofo inglese Thomas Hobbes, nel Leviatano, giustificò invece un potere forte come unico modo per evitare la guerra di tutti contro tutti.
2Gli strumenti del potere
Il re assoluto governava attraverso funzionari fedeli e stipendiati, controllava le province, riscuoteva le tasse e disponeva di un esercito permanente. Le antiche assemblee che rappresentavano i ceti, come gli Stati generali in Francia, non venivano più convocate.
I sovrani cercarono anche di ridurre il potere della nobiltà, legandola alla corte con onori e privilegi.
3Il mercantilismo
Per finanziare lo Stato e le guerre, i sovrani assoluti adottarono il mercantilismo: lo Stato cercava di accumulare oro e argento favorendo le esportazioni e limitando le importazioni con dazi. Si sostenevano le manifatture e le compagnie commerciali.
4Un'eccezione: l'Inghilterra
Non tutta l'Europa seguì questo modello. In Inghilterra il Parlamento si oppose ai tentativi dei re di governare in modo assoluto: dopo due rivoluzioni, alla fine del Seicento nacque una monarchia parlamentare, in cui il potere del re era limitato dalla legge.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Assolutismo» di Wikipedia.
Hai trovato un errore? Seleziona la frase e premi ⚑ Segnala, oppure .