
La guerra dei trent'anni fu un conflitto combattuto in Europa dal 1618 al 1648, soprattutto in Germania. Nacque come guerra di religione tra principi cattolici e protestanti del Sacro Romano Impero, ma divenne una guerra europea per il predominio politico.
Fu una delle guerre più distruttive della storia europea prima del Novecento.
1L'inizio: la defenestrazione di Praga

Nel 1618 i nobili protestanti della Boemia si ribellarono agli Asburgo cattolici. A Praga gettarono dalla finestra due funzionari imperiali, che sopravvissero alla caduta: l'episodio, chiamato "defenestrazione di Praga", diede inizio alla guerra. Nel 1620 gli imperiali sconfissero i ribelli alla Montagna Bianca.
2Una guerra europea

Il conflitto si allargò: intervennero la Danimarca e poi la Svezia del re Gustavo Adolfo a sostegno dei protestanti. Infine entrò in guerra la Francia, guidata dal cardinale Richelieu: pur essendo cattolica, combatté contro gli Asburgo per impedire che diventassero troppo potenti. La religione passò così in secondo piano rispetto agli interessi politici.
3Le sofferenze della popolazione

Gli eserciti, formati in gran parte da mercenari, vivevano saccheggiando le campagne. Saccheggi, carestie ed epidemie di peste devastarono la Germania, che perse una parte molto consistente della popolazione.
4La pace di Westfalia

Nel 1648 la pace di Westfalia mise fine alla guerra. Fu riconosciuta l'indipendenza delle Province Unite (i Paesi Bassi) e della Confederazione svizzera; anche il calvinismo ottenne il riconoscimento. L'Impero rimase diviso in centinaia di Stati quasi indipendenti, mentre la Francia diventava la potenza principale del continente.
La pace è considerata l'inizio del moderno sistema degli Stati sovrani.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Guerra dei trent'anni» di Wikipedia.
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