
Con i termini Riforma cattolica e Controriforma si indica la risposta della Chiesa di Roma alla Riforma protestante, nel corso del Cinquecento. La Chiesa cercò di rinnovarsi al proprio interno e, allo stesso tempo, di combattere la diffusione delle idee protestanti.
Il momento centrale fu il Concilio di Trento (1545-1563).
1Il rinnovamento interno

Già prima di Lutero molti religiosi chiedevano una Chiesa più povera e più vicina ai fedeli. Nel Cinquecento nacquero nuovi ordini religiosi: tra questi la Compagnia di Gesù, i gesuiti, fondata da Ignazio di Loyola nel 1540, che si dedicò all'educazione dei giovani e alle missioni in tutto il mondo.
Vescovi come Carlo Borromeo, a Milano, si impegnarono a riformare il clero e a curare la formazione religiosa dei fedeli.
2Il Concilio di Trento

Il Concilio di Trento ribadì le dottrine cattoliche contestate dai protestanti: l'importanza delle opere oltre alla fede, i sette sacramenti, il ruolo della Chiesa e del papa nell'interpretazione della Bibbia. Stabilì anche regole per migliorare la preparazione dei preti, con la creazione dei seminari.
3La lotta contro l'eresia

Per combattere le idee considerate eretiche, nel 1542 fu riorganizzata a Roma l'Inquisizione, un tribunale ecclesiastico. Nel 1559 fu pubblicato l'Indice dei libri proibiti, l'elenco dei libri che i cattolici non potevano leggere. Questi strumenti limitarono la libertà di pensiero e colpirono anche scienziati e filosofi.
4L'arte barocca

La Chiesa usò anche l'arte per parlare ai fedeli e suscitare emozione e stupore: nacque lo stile barocco, ricco di movimento, luce e decorazioni, con artisti come Gian Lorenzo Bernini a Roma.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Controriforma» di Wikipedia.
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