
Il Concilio di Trento fu un'assemblea dei vescovi della Chiesa cattolica che si riunì, con lunghe interruzioni, tra il 1545 e il 1563 nella città di Trento. Convocato per rispondere alla Riforma protestante, definì con chiarezza la dottrina cattolica e avviò una profonda riforma della Chiesa.
Le sue decisioni guidarono la Chiesa cattolica per i tre secoli successivi.
1Perché a Trento

Trento era una città dell'Impero, ma governata da un principe-vescovo e vicina all'Italia: una sede di compromesso tra il papa e l'imperatore Carlo V, che sperava in una riconciliazione con i protestanti. I protestanti, però, non parteciparono.
Il concilio fu convocato dal papa Paolo III e si svolse in tre fasi.
2Le decisioni sulla fede

Il concilio confermò che la salvezza dipende dalla fede ma anche dalle buone opere, che la verità religiosa si trova nella Bibbia e nella tradizione della Chiesa, e che i sacramenti sono sette. Confermò il culto dei santi e della Madonna e la validità delle indulgenze, condannandone però gli abusi.
La traduzione latina della Bibbia, la Vulgata, fu dichiarata la versione ufficiale.
3Le riforme della Chiesa

Per migliorare il clero il concilio impose ai vescovi di risiedere nelle loro diocesi e di visitarle regolarmente, e ordinò di aprire seminari per la formazione dei sacerdoti. Fu preparato un catechismo per insegnare la fede in modo uniforme.
4Le conseguenze

Dopo Trento la divisione tra cattolici e protestanti divenne definitiva. La Chiesa cattolica uscì più disciplinata e unita, ma anche più chiusa verso le nuove idee.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Concilio di Trento» di Wikipedia.
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