
La decolonizzazione fu il processo con cui, soprattutto tra il 1945 e gli anni Settanta del Novecento, i popoli dell'Asia e dell'Africa ottennero l'indipendenza dalle potenze coloniali europee. Nacquero decine di nuovi Stati.
In alcuni casi l'indipendenza fu ottenuta con trattative pacifiche, in altri con lunghe e sanguinose guerre.
1Le cause

Le due guerre mondiali avevano indebolito le potenze europee. Nelle colonie erano cresciuti movimenti nazionalisti guidati spesso da persone che avevano studiato in Europa. Gli Stati Uniti, l'Unione Sovietica e l'ONU sostenevano, per motivi diversi, il diritto dei popoli all'autodeterminazione.
2L'Asia

Nel 1947 l'India ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna, dopo una lunga lotta non violenta guidata da Mohandas Gandhi. Il paese fu diviso tra India, a maggioranza induista, e Pakistan, a maggioranza musulmana, con violenze terribili e milioni di profughi. Nel 1949 ottenne l'indipendenza l'Indonesia. In Indocina i Francesi furono sconfitti nel 1954 e il Vietnam fu diviso.
3L'Africa

In Africa la decolonizzazione fu più tarda: il 1960 è chiamato "anno dell'Africa" perché 17 paesi ottennero l'indipendenza. L'Algeria si liberò dalla Francia dopo una guerra durissima (1954-1962). Le colonie portoghesi divennero indipendenti solo nel 1975.
In Sudafrica la minoranza bianca impose fino agli anni Novanta un sistema di segregazione razziale, l'apartheid, combattuto da Nelson Mandela.
4I problemi dopo l'indipendenza

Molti nuovi Stati dovettero affrontare povertà, confini tracciati dai colonizzatori, guerre civili, colpi di Stato e dittature. Spesso rimasero dipendenti economicamente dai paesi più ricchi. Molti di essi si dichiararono "non allineati", né con gli Stati Uniti né con l'URSS.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Decolonizzazione» di Wikipedia.
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