
La guerra civile spagnola fu combattuta dal 1936 al 1939 tra il governo della Repubblica spagnola e i militari ribelli guidati dal generale Francisco Franco. Vinsero i nazionalisti di Franco, che instaurò una dittatura destinata a durare fino alla sua morte, nel 1975.
La guerra fu considerata da molti una prova generale della Seconda guerra mondiale.
1Le cause

Nel 1931 la Spagna era diventata una repubblica. Il paese era profondamente diviso: da una parte grandi proprietari, Chiesa, esercito e monarchici; dall'altra contadini senza terra, operai, socialisti, comunisti e anarchici. Nel febbraio 1936 vinse le elezioni il Fronte popolare, una coalizione di sinistra.
2La rivolta militare

Nel luglio 1936 una parte dell'esercito, guidata da Franco e da altri generali, si ribellò contro la Repubblica. Il colpo di Stato riuscì in alcune regioni e fallì in altre, come Madrid e Barcellona: il paese si spaccò in due e cominciò una guerra sanguinosa, con violenze contro i civili da entrambe le parti.
3Una guerra internazionale

La Germania nazista e l'Italia fascista inviarono a Franco armi, aerei e soldati. Nel 1937 gli aerei tedeschi e italiani bombardarono la cittadina basca di Guernica, un massacro reso celebre dal quadro di Pablo Picasso. L'Unione Sovietica aiutò invece la Repubblica, mentre Francia e Gran Bretagna scelsero il "non intervento".
Migliaia di volontari antifascisti di molti paesi, anche italiani, combatterono per la Repubblica nelle Brigate internazionali.
4La vittoria di Franco

Lo schieramento repubblicano era indebolito da divisioni interne. Nel 1939 Franco conquistò Barcellona e Madrid. Seguì una dura repressione: decine di migliaia di oppositori furono uccisi o imprigionati e centinaia di migliaia fuggirono in esilio.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Guerra civile spagnola» di Wikipedia.
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