
Adolf Hitler (1889-1945) fu il capo del partito nazista e il dittatore della Germania dal 1933 al 1945. Scatenò la Seconda guerra mondiale e fu il principale responsabile dello sterminio degli ebrei d'Europa, la Shoah. Si tolse la vita a Berlino nell'aprile 1945, mentre la Germania veniva sconfitta.
1La giovinezza

Hitler nacque in Austria. Da giovane tentò senza successo di diventare pittore e visse in povertà a Vienna, dove assorbì idee antisemite e nazionaliste. Durante la Prima guerra mondiale combatté come volontario nell'esercito tedesco e visse la sconfitta come un tradimento.
2Il partito nazista

Nel primo dopoguerra entrò in un piccolo partito di estrema destra di Monaco, che divenne il Partito nazionalsocialista e di cui assunse il comando. Nel 1923 tentò un colpo di Stato a Monaco, fallito. In carcere scrisse Mein Kampf ("La mia battaglia"), in cui espose le sue idee razziste e il progetto di conquistare territori a est.
3Al potere

Abile oratore, Hitler sfruttò la crisi economica e politica. Nel 1933 divenne cancelliere e trasformò rapidamente la Germania in una dittatura; nel 1934, alla morte del presidente Hindenburg, assunse anche la carica di capo dello Stato, con il titolo di Führer. Riarmò il paese in violazione del trattato di Versailles.
4La guerra e la fine

Hitler annesse l'Austria nel 1938 e poi la Cecoslovacchia. Il 1° settembre 1939 invase la Polonia, dando inizio alla Seconda guerra mondiale. Durante la guerra ordinò lo sterminio degli ebrei e di altri gruppi perseguitati. Quando l'Armata Rossa giunse a Berlino, il 30 aprile 1945, si suicidò nel suo bunker.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Adolf Hitler» di Wikipedia.
Hai trovato un errore? Seleziona la frase e premi ⚑ Segnala, oppure .