
Federico I di Hohenstaufen, detto Barbarossa per il colore della barba, fu re di Germania dal 1152 e imperatore del Sacro Romano Impero dal 1155 al 1190. Il suo grande obiettivo fu riaffermare l'autorità imperiale, soprattutto sui Comuni dell'Italia settentrionale.
Lo scontro con i Comuni e con il papato segnò tutto il suo regno.
1I diritti dell'imperatore

Nel corso del tempo i Comuni italiani si erano appropriati di diritti che spettavano all'imperatore, chiamati regalie: riscuotere tasse e pedaggi, battere moneta, nominare magistrati. Nel 1158, nella dieta di Roncaglia, Federico pretese che queste regalie gli fossero restituite.
2La guerra contro i Comuni

Molti Comuni rifiutarono. Federico scese più volte in Italia con il suo esercito e nel 1162 distrusse Milano, la città più ribelle. Per difendersi, molti Comuni, con l'appoggio del papa Alessandro III, si unirono nel 1167 nella Lega lombarda. In onore del papa fu fondata una nuova città fortificata, Alessandria.
3Legnano e la pace di Costanza

Il 29 maggio 1176, a Legnano, le milizie della Lega lombarda sconfissero l'esercito imperiale. Dopo una tregua, nel 1183 fu firmata la pace di Costanza: i Comuni riconoscevano l'autorità dell'imperatore, ma ottenevano il diritto di governarsi da sé, eleggendo i propri magistrati e conservando gran parte delle regalie.
4La morte

Barbarossa partì per la terza crociata e nel 1190 morì annegato in un fiume dell'Anatolia. In Germania nacque la leggenda che dormisse in una montagna, pronto a risvegliarsi per salvare il suo popolo.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
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Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Federico Barbarossa» di Wikipedia.
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