
L'Impero romano d'Occidente cessò di esistere nel 476 d.C., quando il capo barbaro Odoacre depose l'ultimo imperatore, il giovane Romolo Augustolo. Questa data è tradizionalmente usata per indicare la fine dell'età antica e l'inizio del Medioevo.
La caduta non fu un evento improvviso, ma il risultato di una lunga crisi durata più di un secolo.
1La divisione dell'Impero

Nel 395, alla morte dell'imperatore Teodosio, l'Impero fu diviso definitivamente tra i suoi due figli: Arcadio ebbe l'Oriente, con capitale Costantinopoli; Onorio l'Occidente, con capitale prima Milano e poi Ravenna. L'Oriente era più ricco e popoloso, l'Occidente più debole.
2Le invasioni

Alla fine del IV secolo l'arrivo degli Unni dall'Asia spinse molti popoli germanici a entrare nell'Impero. Nel 410 i Visigoti di Alarico saccheggiarono Roma, cosa che non accadeva da quasi ottocento anni. Nel 455 la città fu saccheggiata dai Vandali, che avevano conquistato l'Africa.
Molti popoli si stabilirono nelle province come alleati, i "federati", e formarono regni di fatto indipendenti.
3Le cause della caduta

Gli storici indicano molte cause, legate tra loro: la pressione dei popoli ai confini, un esercito sempre più formato da barbari, la crisi economica e le tasse pesanti, la corruzione e le lotte di potere, lo spopolamento delle campagne. L'Occidente perse via via le sue province più ricche.
4Il 476

Nel 476 Odoacre, capo dei mercenari germanici in Italia, depose Romolo Augustolo e mandò le insegne imperiali a Costantinopoli, riconoscendo come unico imperatore quello d'Oriente. Per i contemporanei sembrò un fatto quasi normale; solo più tardi questa data divenne il simbolo della fine di un'epoca.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Caduta dell'Impero romano d'Occidente» di Wikipedia.
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