
La rivoluzione industriale fu la grande trasformazione dell'economia e della società iniziata in Gran Bretagna nella seconda metà del Settecento. La produzione si spostò dalle botteghe artigiane alle fabbriche, dove grandi macchine, mosse prima dall'acqua e poi dal vapore, producevano merci in grande quantità.
Da allora il mondo è cambiato più rapidamente che in tutti i millenni precedenti.
1Perché in Gran Bretagna

La Gran Bretagna aveva molti vantaggi: grandi giacimenti di carbone e di ferro, capitali accumulati con i commerci e le colonie, una rete di fiumi e canali, un'agricoltura più produttiva che liberava manodopera e un mercato interno senza dogane. Inoltre il sistema politico favoriva gli imprenditori.
2Le macchine

Il primo settore a trasformarsi fu quello tessile, con macchine come la spoletta volante e le filatrici meccaniche. La svolta decisiva fu la macchina a vapore perfezionata da James Watt negli anni Settanta del Settecento, che permetteva di usare l'energia del carbone per muovere le macchine in qualsiasi luogo.
Nell'Ottocento il vapore fu applicato ai trasporti: nacquero le ferrovie e le navi a vapore.
3La fabbrica e gli operai

Nelle fabbriche lavoravano gli operai, che ricevevano un salario in cambio del loro lavoro. Le condizioni erano durissime: giornate di 12-16 ore, ambienti malsani, salari bassi, nessuna protezione contro gli infortuni. Lavoravano anche donne e bambini, pagati meno.
4Le città industriali

Molte persone lasciarono le campagne per cercare lavoro in città come Manchester e Birmingham, che crebbero rapidamente. I quartieri operai erano sovraffollati e privi di servizi igienici. Nacque una nuova divisione sociale tra la borghesia degli imprenditori e il proletariato degli operai.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Rivoluzione industriale» di Wikipedia.
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