
I Sumeri furono il primo popolo della Mesopotamia meridionale a costruire grandi città e a inventare la scrittura, intorno al 3200 a.C. La loro civiltà fiorì tra il IV e il III millennio a.C. in città come Ur, Uruk, Lagash ed Eridu.
Ai Sumeri dobbiamo molte delle basi della civiltà: la scrittura cuneiforme, la ruota, le prime leggi scritte e i primi testi letterari.
1Le città dei Sumeri

Ogni città sumera era una città-stato indipendente, spesso in guerra con le vicine per il controllo dell'acqua e delle terre. A capo c'era un sovrano, chiamato lugal ("grande uomo") o ensi, considerato il rappresentante del dio della città.
La società era divisa in gruppi: sacerdoti e funzionari, guerrieri, mercanti, artigiani, contadini e schiavi.
2L'invenzione della scrittura

La scrittura nacque per esigenze pratiche: i templi dovevano registrare quantità di grano, bestiame e altri beni. All'inizio si usavano piccoli disegni, i pittogrammi; con il tempo i segni divennero più semplici e astratti.
I segni venivano impressi con uno stilo di canna su tavolette di argilla fresca, lasciando tracce a forma di cuneo: per questo la scrittura si chiama cuneiforme. Gli scribi, che sapevano leggere e scrivere, studiavano molti anni in apposite scuole.
3Religione e templi

I Sumeri erano politeisti: veneravano molti dèi legati alle forze della natura, come An, dio del cielo, Enlil, signore del vento, e Inanna, dea dell'amore e della guerra. Gli dèi abitavano nei templi, costruiti sulle ziqqurat.
4L'eredità dei Sumeri

Ai Sumeri risale uno dei più antichi poemi della storia, l'Epopea di Gilgamesh, che racconta le avventure di un re alla ricerca dell'immortalità. Anche dopo la fine della loro indipendenza, la lingua sumerica continuò a essere usata come lingua sacra e colta per secoli.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Sumeri» di Wikipedia.
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