
Il Codice di Hammurabi è una raccolta di leggi fatta incidere dal re di Babilonia Hammurabi intorno al 1750 a.C. È una delle più antiche e complete raccolte di leggi giunte fino a noi e ci permette di conoscere la società babilonese.
Il testo è inciso su una stele di basalto nero alta più di due metri, oggi conservata al museo del Louvre di Parigi.
1La stele

Nella parte alta della stele è scolpito Hammurabi in piedi davanti a Shamash, il dio del sole e della giustizia. L'immagine voleva mostrare che le leggi del re avevano un'origine divina. Sotto, in caratteri cuneiformi, si leggono circa 280 norme.
Copie del codice erano esposte nelle città del regno, perché tutti potessero conoscere le leggi.
2Che cosa stabiliva
Le leggi riguardano molti aspetti della vita quotidiana: il commercio, i prestiti, l'affitto dei campi, i salari, il matrimonio, l'eredità, i furti e le aggressioni. Fissano anche i compensi dei medici e le responsabilità dei costruttori.
Molte norme applicano la "legge del taglione", riassunta nell'espressione "occhio per occhio, dente per dente": la pena doveva essere simile al danno provocato.
3Una giustizia non uguale per tutti
Le pene cambiavano secondo la condizione sociale della vittima e del colpevole. La società era divisa in uomini liberi, persone di condizione inferiore e schiavi: ferire un uomo libero era punito molto più duramente che ferire uno schiavo.
Nonostante questa disuguaglianza, l'idea che le leggi debbano essere scritte e conosciute da tutti fu un passo importante nella storia del diritto.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Codice di Hammurabi» di Wikipedia.
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