
L'Umanesimo fu un movimento culturale nato in Italia nella seconda metà del Trecento e sviluppatosi nel Quattrocento. Gli umanisti riscoprirono e studiarono le opere degli autori latini e greci, convinti che la cultura classica potesse formare un uomo migliore.
L'Umanesimo mise al centro l'essere umano, la sua dignità e la sua capacità di conoscere e trasformare il mondo.
1Il ritorno ai classici

Gli umanisti cercarono nelle biblioteche dei monasteri i manoscritti antichi dimenticati, li copiarono e li studiarono con attenzione, correggendo gli errori accumulati nei secoli. Francesco Petrarca è considerato il precursore di questo movimento.
Si tornò anche a studiare il greco: dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1453, molti dotti bizantini si rifugiarono in Italia portando con sé libri e conoscenze.
2L'uomo al centro

Per gli umanisti l'essere umano è libero di costruire il proprio destino con l'intelligenza e la volontà. Nel discorso Sulla dignità dell'uomo, il filosofo Pico della Mirandola scrisse che l'uomo può elevarsi o degradarsi secondo le sue scelte.
3Il metodo critico

Lo studio attento dei testi portò a un nuovo spirito critico. L'umanista Lorenzo Valla dimostrò, analizzando la lingua, che la cosiddetta "donazione di Costantino", un documento con cui l'imperatore avrebbe concesso al papa il potere sull'Occidente, era un falso medievale.
4Educazione e corti

Gli umanisti proposero un'educazione completa, che comprendeva lo studio delle lettere, della storia e della filosofia, ma anche l'esercizio fisico. Molti lavorarono presso le corti dei signori, come i Medici a Firenze, gli Sforza a Milano o i Gonzaga a Mantova, che amavano circondarsi di letterati e artisti.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Umanesimo» di Wikipedia.
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