
La guerra civile americana, detta anche guerra di secessione, fu combattuta negli Stati Uniti dal 1861 al 1865 tra gli Stati del Nord e gli Stati del Sud, che si erano staccati dall'Unione. Vinse il Nord e la schiavitù fu abolita in tutto il paese.
Fu la guerra più sanguinosa della storia americana, con oltre 600.000 morti.
1Due società diverse

Il Nord degli Stati Uniti era industrializzato, con grandi città e lavoratori liberi; chiedeva dazi per proteggere le proprie industrie. Il Sud era agricolo e basato sulle grandi piantagioni di cotone, lavorate da quasi quattro milioni di schiavi afroamericani, ed era favorevole al libero commercio.
Il contrasto più acuto riguardava la schiavitù: il Nord voleva impedirne l'estensione ai nuovi territori dell'Ovest.
2La secessione

Nel 1860 fu eletto presidente Abraham Lincoln, del Partito repubblicano, contrario all'estensione della schiavitù. Undici Stati del Sud si separarono dall'Unione e formarono gli Stati Confederati d'America. Nell'aprile 1861 i Confederati attaccarono Fort Sumter: cominciò la guerra.
3La guerra

All'inizio i Confederati, guidati dal generale Robert Lee, ottennero vittorie importanti. Ma il Nord era più popoloso e industrializzato. Nel 1863 Lincoln proclamò l'emancipazione degli schiavi nei territori ribelli e il Nord vinse la battaglia decisiva di Gettysburg. Nel 1865 Lee si arrese al generale Ulysses Grant.
4Dopo la guerra

Pochi giorni dopo la vittoria, Lincoln fu assassinato. Il XIII emendamento della Costituzione abolì la schiavitù. Negli Stati del Sud, però, gli afroamericani subirono per circa un secolo leggi di segregazione razziale e violenze, fino alle lotte per i diritti civili degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Guerra civile americana» di Wikipedia.
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