
La seconda rivoluzione industriale è la nuova fase di sviluppo economico e tecnologico avvenuta nella seconda metà dell'Ottocento, all'incirca dal 1870 al 1914. Si basò su nuove fonti di energia, l'elettricità e il petrolio, e su nuove industrie, come quella chimica e quella dell'acciaio.
Oltre alla Gran Bretagna, protagonisti furono la Germania e gli Stati Uniti.
1Nuove energie e invenzioni

L'elettricità rivoluzionò la vita quotidiana e il lavoro: la lampadina perfezionata da Thomas Edison illuminò case e strade, i motori elettrici mossero le macchine. Il petrolio alimentò il motore a scoppio, da cui nacque l'automobile, e alla fine del secolo l'aereo, che volò per la prima volta nel 1903.
Nacquero il telefono, la radio, il cinema. L'industria chimica produsse fertilizzanti, coloranti, medicinali ed esplosivi.
2L'acciaio

Nuovi procedimenti permisero di produrre acciaio in grande quantità e a costi più bassi. L'acciaio fu usato per ferrovie, navi, ponti, grattacieli e armi. Simbolo di quest'epoca è la Torre Eiffel, costruita a Parigi per l'Esposizione universale del 1889.
3La grande impresa e la catena di montaggio

Le industrie diventarono sempre più grandi e si concentrarono in pochi gruppi, legati spesso alle banche. All'inizio del Novecento l'americano Henry Ford introdusse la catena di montaggio per produrre automobili: ogni operaio ripeteva sempre la stessa operazione, e la produzione di massa abbassò i prezzi.
4Le conseguenze sociali

Le città crebbero rapidamente; si diffusero l'istruzione, i giornali e nuovi consumi. Milioni di europei, anche italiani, emigrarono verso le Americhe in cerca di lavoro. Gli operai si organizzarono in sindacati e partiti per migliorare le proprie condizioni.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Seconda rivoluzione industriale» di Wikipedia.
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