
Il 1848 fu un anno di rivoluzioni in quasi tutta Europa: in pochi mesi scoppiarono rivolte a Parigi, Vienna, Berlino, Milano, Venezia, Budapest e in molte altre città. Per la loro diffusione e il loro entusiasmo questi moti furono chiamati "primavera dei popoli".
Ancora oggi in italiano l'espressione "fare un quarantotto" indica una grande confusione.
1Le cause

Alle richieste politiche dei liberali e dei democratici, che volevano costituzioni e libertà, si univano le aspirazioni dei popoli che cercavano l'indipendenza o l'unità nazionale, come Italiani, Tedeschi e Ungheresi. Una grave crisi economica, con cattivi raccolti, prezzi alti e disoccupazione, rese la situazione esplosiva.
2Le rivoluzioni in Europa

A Parigi, nel febbraio 1848, il re Luigi Filippo fu rovesciato e fu proclamata la Seconda Repubblica. A Vienna la rivolta costrinse Metternich alla fuga. Nei territori tedeschi si riunì a Francoforte un parlamento per creare una Germania unita. Gli Ungheresi chiesero l'autonomia dall'Austria.
3Il Quarantotto in Italia

In Italia molti sovrani concessero una costituzione: tra queste lo Statuto Albertino del Regno di Sardegna, che rimase in vigore fino al 1948. A marzo Milano si ribellò agli Austriaci con le Cinque giornate e Venezia proclamò la repubblica. Il re Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria: iniziò la prima guerra d'indipendenza.
Nel 1849 a Roma fu proclamata una repubblica, guidata tra gli altri da Giuseppe Mazzini.
4La sconfitta
Entro il 1849 quasi tutte le rivoluzioni furono sconfitte e i vecchi governi tornarono al potere. Tuttavia alcune conquiste rimasero, come l'abolizione della servitù dei contadini in Austria e lo Statuto in Piemonte, e le idee di libertà e di nazione continuarono a diffondersi.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Moti del 1848» di Wikipedia.
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