
La Restaurazione è il periodo della storia europea che va dal Congresso di Vienna (1815) ai moti del 1830 o, in senso più ampio, fino al 1848. Il nome indica il tentativo di "restaurare", cioè ripristinare, l'ordine politico e sociale precedente alla Rivoluzione francese e a Napoleone.
Fu un'epoca di governi autoritari, ma anche di nuove idee che preparavano le rivoluzioni successive.
1Il ritorno al passato

I sovrani tornati sul trono cercarono di cancellare le novità introdotte dalla Rivoluzione: in molti Stati furono abolite le costituzioni e la libertà di stampa, e restituiti privilegi al clero e alla nobiltà. Tuttavia non fu possibile tornare del tutto indietro: in molti paesi restarono i codici e l'amministrazione napoleonici.
2Il controllo delle idee

I governi usavano la censura, la polizia e le spie per controllare gli oppositori. Le università e i giornali erano sorvegliati. Per questo chi voleva cambiare la situazione si organizzava in società segrete, come la Carboneria in Italia.
3Le nuove idee

Contro la Restaurazione si diffusero idee nuove. I liberali chiedevano una costituzione che limitasse il potere del re e garantisse i diritti dei cittadini. I democratici volevano la sovranità popolare e spesso la repubblica. Il principio di nazionalità affermava che ogni popolo, unito da lingua, storia e cultura, aveva diritto a uno Stato indipendente.
4Il Romanticismo

In questo periodo si affermò il Romanticismo, un movimento culturale che esaltava il sentimento, la fantasia, la storia e le tradizioni dei popoli. Molti artisti e scrittori romantici, come Alessandro Manzoni in Italia, contribuirono a diffondere il sentimento nazionale.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Restaurazione» di Wikipedia.
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