
Il Congresso di Vienna fu una grande conferenza internazionale che si tenne tra il 1814 e il 1815, dopo la sconfitta di Napoleone. Le potenze vincitrici ridisegnarono la carta d'Europa e cercarono di riportare l'ordine politico precedente alla Rivoluzione francese.
Il Congresso diede inizio al periodo chiamato Restaurazione.
1I protagonisti

Al Congresso parteciparono rappresentanti di quasi tutti gli Stati europei, ma le decisioni furono prese dalle grandi potenze: Austria, Russia, Prussia e Gran Bretagna. Il regista fu il ministro austriaco Klemens von Metternich. Anche la Francia, rappresentata dall'abile diplomatico Talleyrand, riuscì a far sentire la sua voce.
2I principi

Le decisioni si ispirarono al principio di legittimità, secondo cui dovevano tornare sul trono i sovrani spodestati da Napoleone, e al principio di equilibrio, per impedire che una sola potenza dominasse l'Europa. Non si tenne conto della volontà dei popoli.
3La nuova carta d'Europa

La Francia tornò ai confini del 1792, con il re Luigi XVIII. Intorno a essa furono rafforzati Stati "cuscinetto": il Regno dei Paesi Bassi e il Regno di Sardegna, che ottenne la Liguria. La Russia ottenne gran parte della Polonia, la Prussia territori sul Reno.
In Italia l'Austria ebbe il Regno Lombardo-Veneto e un'influenza su quasi tutta la penisola; tornarono i Borbone a Napoli e il papa nello Stato della Chiesa.
4La Santa Alleanza

Nel 1815 Russia, Austria e Prussia firmarono la Santa Alleanza, impegnandosi a difendere insieme la religione cristiana e l'ordine monarchico. In pratica, le potenze si accordarono per intervenire militarmente contro le rivoluzioni liberali e nazionali.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Congresso di Vienna» di Wikipedia.
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