
Gaio Giulio Cesare (100-44 a.C.) fu un politico, generale e scrittore romano. Conquistò la Gallia, vinse una guerra civile e ottenne un potere personale enorme, segnando la fine della Repubblica. Fu ucciso in Senato nel 44 a.C. da un gruppo di congiurati.
Il suo nome divenne un titolo: da "Cesare" derivano le parole Kaiser e zar, usate per indicare gli imperatori.
1L'ascesa politica

Cesare apparteneva a una famiglia patrizia, ma si schierò con i popolari. Nel 60 a.C. strinse un accordo privato con Pompeo, il generale più famoso, e con Crasso, l'uomo più ricco di Roma: il cosiddetto primo triumvirato. Grazie a questo accordo divenne console.
2La conquista della Gallia

Dal 58 al 50 a.C. Cesare conquistò la Gallia, cioè l'attuale Francia e parte del Belgio. Nel 52 a.C. sconfisse ad Alesia il capo gallo Vercingetorige. Raccontò queste guerre nel suo libro De bello Gallico. La conquista gli diede ricchezze, fama e un esercito fedelissimo.
3La guerra civile

Il Senato, preoccupato dal suo potere, gli ordinò di sciogliere l'esercito. Nel 49 a.C. Cesare attraversò con le sue truppe il fiume Rubicone, confine dell'Italia, pronunciando secondo la tradizione la frase "il dado è tratto". Iniziò la guerra civile contro Pompeo, sconfitto a Farsalo nel 48 a.C.
4Il potere e la morte

Tornato a Roma, Cesare fu nominato dittatore, infine a vita. Avviò molte riforme: riorganizzò l'amministrazione, fondò colonie e introdusse un nuovo calendario, il calendario giuliano, di 365 giorni con l'anno bisestile.
Alcuni senatori, tra cui Bruto e Cassio, temevano che volesse diventare re. Il 15 marzo del 44 a.C., le Idi di marzo, lo uccisero a pugnalate durante una seduta del Senato. La sua morte non salvò però la Repubblica.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Gaio Giulio Cesare» di Wikipedia.
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