
Il trattato di Versailles fu il trattato di pace firmato il 28 giugno 1919 tra la Germania e le potenze vincitrici della Prima guerra mondiale. Fu imposto alla Germania senza trattative e le impose condizioni molto dure.
Il risentimento tedesco verso questa pace contribuì all'ascesa del nazismo e allo scoppio della Seconda guerra mondiale.
1La conferenza di pace

Nel 1919 i vincitori si riunirono a Parigi. Le decisioni furono prese soprattutto dal presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson, dal primo ministro francese Georges Clemenceau, dal britannico David Lloyd George e dall'italiano Vittorio Emanuele Orlando. I paesi sconfitti non furono ammessi alle trattative.
Wilson aveva proposto quattordici punti per una pace giusta, basata sull'autodeterminazione dei popoli; la Francia, invece, voleva soprattutto indebolire la Germania.
2Le condizioni per la Germania

La Germania fu dichiarata responsabile della guerra. Dovette restituire l'Alsazia e la Lorena alla Francia, cedere territori alla Polonia e perdere tutte le colonie. L'esercito fu ridotto a 100.000 uomini, senza aviazione né carri armati, e la Renania fu smilitarizzata.
Fu inoltre obbligata a pagare enormi riparazioni di guerra.
3Gli altri trattati

Altri trattati riguardarono gli altri sconfitti: l'Impero austro-ungarico fu smembrato e nacquero nuovi Stati, come Cecoslovacchia, Jugoslavia e Polonia; l'Impero ottomano perse i territori arabi. L'Italia ottenne Trentino, Alto Adige, Trieste e l'Istria, ma non la Dalmazia: i nazionalisti parlarono di "vittoria mutilata".
4Una pace fragile

Molti tedeschi considerarono il trattato un'umiliazione, un "diktat". Le dure condizioni, insieme alla crisi economica, alimentarono il nazionalismo e furono sfruttate dalla propaganda di Hitler.
Testo originale di Viaggio nella Storia,
licenza CC BY 4.0.
Immagini da Wikimedia Commons: autore e licenza nelle didascalie.
Per approfondire: la voce «Trattato di Versailles» di Wikipedia.
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